Giovanni Mangiacapra al Pio Monte della Misericordia con l’opera La scatola-la fragilità la croce

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Giovanni Mangiacapra al Pio Monte della Misericordia con l’opera La scatola-la fragilità la croce

26 Giugno 2019 Senza categoria 0

Dal 10 giugno 2019 la sezione di arte contemporanea del Pio Monte della Misericordia si arricchirà di un’opera dell’artista napoletano Giovanni Mangiacapra

L’artista napoletano Giovanni Mangiacapra ha voluto donare la sua opera a Capodimonte seguendo la scia di altri grandi esponenti dell’arte contemporanea oggi la Sezione presenta oltre 40 opere di importanti artisti contemporanei, tra cui Anish Kapoor, Mimmo Jodice, Mimmo Paladino, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Giberto Zorio, Francesco Clemente, Gordon Dougla.

La scelta di donare l’opera al Pio Monte della Misericordia Napoli è legata sia alla ricchezza delle sue collezioni sia alla presenza di importanti nomi dell’arte contemporanea.

Criss Cross – La bellezza della croce

L’opera rientra dalla mostra Criss Cross, ovvero la Bellezza della Croce. Una mostra a cura di Bustos Domenech al Pio Monte di Misericordia di Napoli, dal 20 ottobre al 20 novembre 2017. Undici artisti di provenienza internazionale si confrontano sul tema della croce nella Quadreria al primo piano della prestigiosa sede del Pio Monte della Misericordia a Napoli. La mostra intende essere un contributo contemporaneo al complesso valore concettuale della croce. La croce s’insinua e abita nelle pieghe di molte rappresentazioni contemporanee, siano esse pittura, scultura, video, fotografia e cinema, segno che la storia e la stratificazione del valore simbolico di questo attraversamento, di questo incrocio – Criss Cross – che unisce i poli verticali e orizzontali delle nostre esistenze, continua affascinare e a rimarcare il nostro essere nel mondo. Criss Cross, curata da Bustos Domenech non è una mostra a tema e neanche documentaristica sul valore simbolico e sulla sua rappresentazione, è piuttosto un corpo a corpo fra l’opera e il luogo, così fortemente connotato. La mostra è accompagnata da un catalogo a colori con testo del curatore.

Sul Progetto:

Questa progetto è nato da una scatola di cartone recuperata in strada per costruire la mia Croce. Il cartone è un materiale povero, oggi molto usato e consumato. Pensiamo all’uso che se ne fa quotidianamente, alle persone che lo utilizzano per dormirci o coprirsi e ripararsi dal freddo, molti ci vivono dentro facendone la propria casa, altri vendendo gli stessi cartoni per un guadagno quotidiano. Per me la scatola rappresenta la forza e la “fragilità”, come suggerisce anche la scritta. La croce disegnata sulla scatola, da oggetto di devozione diventa una réclame di fede, lasciando ai visitatori la propria libera interpretazione. La mia idea è anche quella di mettere in evidenza la Croce come forza, come il simbolo cristiano più diffuso e riconosciuto ma visto anche come momento di consumo. La croce sovrapposta fissata in una unica stampa, dando all’insieme un solo corpo, quasi una veste che serve per coprirsi e nascondersi e difendersi e consumare. La croce in questa sequenza visiva dal segno fermo, senza movimento, è ordinata in modo ripetitivo come correlativo della fede e della debolezza umana nelle loro Fragilità.

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